Dal 2021 un’ondata di dimissioni sta travolgendo gli USA, i dati riportati dal Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti segnalano, nell’agosto 2021, un valore record di 4,6 milioni di americani dimessi. Dati confermati di recente dall’US Bureau of Labor Statistic che indica nel mese di marzo un numero di dimissioni pari a 4 milioni e 500 mila e un numero di disoccupati di 11 milioni e 500 mila.

Gli ultimi due anni hanno aggravato un fenomeno iniziato 12 anni fa e che è si è esplicitato con l’inizio della pandemia. I fattori che hanno apportato dei cambiamenti nella realtà lavorativa sono: pensionamento, trasferimento, ridefinizione, rimescolamento e ostilità.

La pandemia ha generato un cambio di mentalità sul lavoro, per i lavoratori hanno maggior peso le esigenze personali. Sono nati dei ripensamenti riguardo il ruolo e la carriera professionale decidendo, in alcuni casi, di lasciare l’occupazione ricoperta.

Tuttavia i lavoratori non sono usciti totalmente dal mondo lavorativo, ma il mercato mostra una maggiore varietà nei percorsi occupazionali. In particolare si assiste ad una nuova spartizione delle postazioni lavorative, con trasferimenti dai settori colpiti duramente dalla pressione pandemica ai settori in grado di assicurare un maggiore bilanciamento tra vita lavorativa e vita personale.

In America il 30% delle donne negli ultimi due anni ha cambiato lavoro per migliorare le condizioni occupazionali e avere una retribuzione più alta. Collateralmente si è registrata l’uscita di 1 milione di donne dal mondo del lavoro, causata anche da motivi familiari.

La quota di americani sopra i 65 anni in cerca di una nuova occupazione o inoccupati è del 10% inferiore rispetto ai due anni precedenti. Il motivo di questo calo è legato al pensionamento anticipato, dovuto a diverse ragioni: la preoccupazione di rientrare a lavoro e contrarre il virus e il cambio di visione sul proprio lavoro, con un riesame delle priorità personali e professionali.

La Great Resignation dunque possiamo tradurla come il risultato di un insieme di scelte occupazionali e di vita determinate da vari fattori, emersi ancor di più con la pandemia e che hanno dato vita a motivazioni e decisioni da parte dei lavoratori sempre più inattese e personali.

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LE DIMISSIONI IN ITALIA

Nel 2021 il numero dei lavoratori dimessi era superiore di 205 mila unità rispetto al 2019. L’aumento di dimissioni è stato causato del congelamento del mercato del lavoro nel 2020, caratterizzato dal blocco dei licenziamenti per tutto l’anno e dal calo della domanda di lavoro.

Un altro problema accentuato dalla crisi pandemica è stato il mismatch di alcuni settori, in particolare quello turistico e alberghiero, nei quali è difficile reperire forza lavoro poiché l’offerta non soddisfa i lavoratori, sempre più alla ricerca di garanzie e flessibilità.

Con la pandemia si è scatenata una dinamica rivoluzionaria per il sistema, un nuovo approccio filosofico all’impegno lavorativo. Si basa sullo “YOLO” l’acronimo di “Uou only live once”, il lavoro considerato come una parte della vita e non una dominante dell’esistenza. Muta il sistema valoriale del lavoratore che dà maggior priorità al privato, a cui non è più disposto a rinunciare per mancanza di tempo.

Il sondaggio di Microsoft ha confermato il cambiamento in corso, il 53% dei professionisti ha come priorità la salute e il benessere personale. La mancanza di queste condizioni è per il 18% degli intervistati la causa delle dimissioni e il 52% dei lavoratori ha affermato di voler cambiare azienda perché non in linea con le proprie esigenze.

Altro fattore rilevante per chi cerca un’occupazione è la flessibilità lavorativa. Il lavoratore non vuole ritornare al ritmo pre pandemico e le aziende più attente offrono delle soluzioni elastiche come il lavoro ibrido, in parte in azienda e in parte da casa o in un altro luogo. Ma in merito a ciò lo studio di Microsoft segnala un dato preoccupante, ovvero il 54% dei lavoratori ibridi afferma di vivere un senso di isolamento. Necessario, dunque, creare dei nuovi modelli di welfare aziendale in grado di far sentire i lavoratori vicini anche se distanti.

In considerazione della situazione attuale scaturita risulta fondamentale per le aziende rinnovare e reinventarsi se si vuole trattenere il capitale umano.

LE NUOVE OCCUPAZIONI

La mutazione del mercato lavorativo ha portato a una transazione digitale, in cui l’uso della tecnologia ha un ruolo centrale. Le competenze richieste sono sempre più complesse e trasversali, in quanto le professioni del futuro saranno più tecniche e specialistiche.

La digitalizzazione in corso, accelerata con la pandemia, ha aumentato la domanda di personale con competenze digitali. I settori in cui è prevista una crescita occupazionale, nei prossimi 5 anni, sono l’informatica, le telecomunicazioni e le comunicazioni. In questi settori il lavoro può essere eseguito agevolmente da remoto, senza subire periodi di fermo.

Alcune delle figure professionali di stampo digitale sono: il manager della transizione digitale che si occupa dello sviluppo all’interno delle aziende di modelli business basati sull’applicazione delle nuove tecnologie digitali; il project manager che mette in atto un progetto aziendale pianificando le diverse fasi dall’inizio fino alla conclusione del progetto; l’e-commerce manager operante nella vendita online con competenze di digital marketing e project management; il cloud architect che si occupa di architettare dei sistemi informatici in grado di facilitare i processi di gestione e condivisione di informazioni e il data scientist che analizza e organizza una grande mole di dati fondamentali per le decisioni aziendali.

Oltra la transizione digitale è in corso un’altra transizione, quella ambientale. Il mercato ha colto le possibilità economiche del green e ha iniziato a richiedere prestiti per acquisire personale specializzato nel verde. Le competenze richieste sono legate alla sostenibilità, al risparmio energetico, all’economia circolare e al marketing ambientale.

Alcune delle figure professionali richieste nel green job sono: esperto di energia sostenibile, ingegnere energetico, manager della sostenibilità, project finance verde, marketers ambientale e consulente in investimenti green.