La concentrazione è uno strumento fondamentale per la produttività lavorativa, in sua assenza diventerebbe difficile il compimento delle mansioni e il raggiungimento degli obiettivi. Data la sua centralità, andrebbe costantemente allenata con tecniche ad hoc.

Un elemento centrale per la concentrazione è il focus, ovvero la capacità di attenzione ed intensità nell’eseguire un compito o un’attività nel lungo periodo.

Fissare un focus, sull’obiettivo lavorativo che si intende raggiungere, permetterà di svolgere le mansioni per l’ottenimento di nuove abilità o competenze lavorative.

Prendiamo in analisi, di seguito, dei metodi funzionali alla concentrazione.

AUSILI ALLA CONCENTRAZIONE 

Vantaggioso, per il conseguimento di risultati durativi, è l’attuazione di esercizi volti ad accrescere la concentrazione. Una buona concentrazione porta a una diminuzione del tempo impiegato nello svolgimento di un’attività.

Il focus sull’attività deve essere tale da adempiere in ugual modo ai compiti indipendentemente dalla propensione all’attività lavorativa o all’operosità dell’impegno.

LE PAUSE

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Le pausa sono essenziali per bilanciare al meglio le energie nel corso della giornata lavorativa. Iniziare un compito e perseguirlo senza interruzioni ha due effetti: sul momento un’alta attenzione con una bassa percezione della stanchezza e, collateralmente, a fine giornata lavorativa un senso di spossatezza e un calo drastico della forza, difficile da recuperare nel breve periodo.

Una soluzione al problema risiede nell’osservare delle pause più frequentemente.

Efficace l’applicazione della tecnica del pomodoro, da eseguire in 5 semplici passaggi: per prima cosa si sceglie l’attività da compiere, una volta scelta si aziona il timer e impostandolo su 25 minuti, quando il timer suonerà si dovrà smettere di lavorare per 5 minuti. Ogni 4 pomodori sarà prevista una pausa più lunga di 15-30 minuti.

Durante questi momenti di pausa bisognerà, per godere appieno del beneficio, compiere delle azioni come: uscire fuori e respirare un po’ all’aria aperta, camminare e utilizzare le scale qualora ci fossero per un maggiore sforzo motorio, parlare con un collega di tematiche non lavorative o fare una telefonata personale, eseguire dello stretching per il rilassamento muscolare o ancora ascoltare una canzone.

LA LUCE

La maggior parte del tempo viene speso in ambienti al chiuso, con una ricaduta sulla concentrazione specie negli ambienti che non godono di una buona luce naturale.

La luce artificiale non riesce a produrre gli stessi effetti di quella solare, andrebbe utilizzata in misura minore solo nei casi necessari. Indispensabile la presenza di finestre negli uffici per rendere l’ambiente di lavoro più confortevole. La posizione della vetrata è significativa poiché può portare ad episodi d’abbagliamento in base a: collocazione e grandezza della vetrata; superfici riflettenti interne o esterne e contrasto di luminanza tra superfici interne.

Una soluzione possibile può essere l’uso di finestre intelligenti, non si surriscaldano ed evitano l’abbagliamento durante le giornate soleggiate.

Un esempio è dato da “Dinamic glass”, il vetro intelligente dell’azienda californiana View, in grado di regolare la luce interna grazie alla capacità di cambiare colore a seconda della luce esterna. Inoltre è possibile calibrare, attraverso un’applicazione, la trasparenza e la chiarezza, così anche al di fuori dell’edificio la finestra cambierà colore in modo da garantire privacy per chi lavora all’interno.

Una ricerca dimostra che i luoghi di lavoro bene illuminati da luce solare apportano un aumento del 12% della produttività dei dipendenti.

IL CORPO 

Ci sono degli esercizi di supporto all’attenzione con fulcro sull’ascolto attivo del corpo.

Olivia Fox Cabane, scrittrice esperta di leadership, consiglia un esercizio particolare da fare quando si è eccitati da altri stimoli e si perde il focus sull’attività che si sta svolgendo. Consiste nel sentire una parte in particolare del corpo, ovvero le dita dei piedi. Questo espediente è in grado di far riacquisire la concentrazione riportando l’attenzione sul presente.

Un altro ausilio quando si sta per affrontare un compito complesso è l’ascolto del ritmo cardiaco. Consiste nel respirare e rilassare i muscoli e contestualmente ascoltare il battito cardiaco. L’esercizio durerà un per un paio di minuti, con probabile sensazione di calore, una volta terminato ci si alzerà per riprendere energicamente da dove si è interrotto.

La mente è un altro potente strumento di distrazione poiché i pensieri possono alterare l’equilibrio emozionale con conseguenti sentimenti di agitazione. Un trucco per rimettere ordine è la tecnica del mandarino.

Bisognerà svolgere una serie di azioni: immaginare di avere fisicamente un mandarino tra le mani e tastarlo, passarlo in maniera giocosa tra le mani, portarlo sulla parte esteriore della testa, chiudere gli occhi e respirare intensamente per più di qualche volta, pensare, nel mentre della respirazione, di catturare con gli occhi tutto quello che c’è di fronte e attorno e lentamente aprire gli occhi.

ELEMENTI NOCIVI PER LA CONCENTRAZIONE 

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IL RUMORE

Un elemento di distrazione in un ambiente di lavoro è il rumore. Il rumore infatti è un segnale di disturbo rispetto all’informazione trasmessa in un sistema. In relazione a ciò, un’ambiente come quello lavorativo, caratterizzato da scambi di informazioni frequenti, si presta inevitabilmente a diventare un luogo rumoroso.

Durante le 8 ore lavorative l’esposizione al rumore in ufficio non dovrebbe superare i 55 decibel. Scende a 35 decibel nelle sale riunioni. Tra i rumori disturbanti abbiamo, ad esempio, lo squillo del telefono o il vociare dei colleghi. Nei dipendenti, a causa di questo disagio, si sviluppano dei sintomi quali: irritazione, stress, disattenzione e stanchezza.

Alcuni possibili espedienti per ridurre questa problematica possono essere messi a punto in fase di progettazione degli spazi, dotandosi di: panelli fonoassorbenti, messi a parate o nei punti strategici, che riducono il riverbero tra le pareti attigue o separano le singole postazioni; pareti vegetali ideali per ammortizzare i rumori e il sound masking degli autoparlanti posizionati sopra il controsoffitto per diffondere un rumore mascherante conforme in tutto l’ufficio.

L’ALIMENTAZIONE 

L’alimentazione gioca un ruolo importante per la salute e la sicurezza del lavoratore, disattenzioni alimentari nelle pause pranzo possono portare a carenze nutrizionali di sali minerali, vitamine o altre sostanze che venendo meno causando vere e proprie malattie.

L’Organizzazione Mondiale del Lavoro, nel tratto del lavoro del 2005, afferma che una scorretta alimentazione provoca un calo del 20% della produttività. Un pasto di difficile digestione determina sonnolenza e stanchezza, cause di disagio soprattutto per quei lavori che richiedono maggiore concentrazione; una scelta di alimenti funzionali diventa imprescindibile.

L’INAIL fornisce dei dati sul rapporto tra l’alimentazione e alcune malattie non trasmissibili causate dalla errata alimentazione. Vengono fornite indicazioni ai datori di lavoro per donare ai dipendenti un’offerta alimentare sana e a buon prezzo, con particolare cura dei cibi offerti dalle mense e dai distributori automatici.

IL MULTITASKING 

Un gruppo di ricercatori, dell’Università della California, ha esaminato gli effetti sul cervello conseguenziali allo svolgimento di più compiti contemporaneamente. Ciò che viene fuori dallo studio è che vengono memorizzate solo le informazioni ritenute essenziali, a discapito delle altre che vengono dimenticate. Se il compito dunque richiede una concentrazione notevole, per ottenere il massimo in termine di produttività, occorrerà eseguirlo isolatamente.

Il multitasking, secondo una ricerca dell’Università dello Utah di San Francisco, ha come conseguenza una perdita del 40% della produttività.

Il Journal of Experimental Psycholgy ha pubblicato uno studio in cui due gruppi di studenti dovevano affrontare un compito matematico di difficoltà alta. Il primo gruppo poteva focalizzarsi solo sull’esecuzione del problema, mentre il secondo nello svolgerlo subiva distrazioni o interruzioni. Il risultato evinto dallo studio è che il primo gruppo ha lavorato meglio del secondo, infatti è stato segnato da parte del secondo gruppo un rallentamento nell’esecuzione del 40%.